26 Feb 2020
Finanza comportamentale

Se solo qualche mese fa avessimo chiesto questo a coloro che in questi giorni si sono precipitati a fare scorte alimentari (pasta, farina, latte, ecc…) come se fossimo in vista della guerra mondiale:

Nel caso in cui tra qualche mese in alcune zone d’Italia si verificassero casi di contagio di da Coronavirus, correresti il giorno dopo al supermercato a fare scorte alimentari?

Come avrebbero risposto?

Senza coinvolgimento emotivo e senza la pressione dei media, in modo lucido e razionale la maggior parte probabilmente avrebbe risposto di NO, perché non ha davvero senso, in un caso come questo, riempirsi il frigorifero per qualche settimana.
Adesso che è successo per davvero, le stesse persone coinvolte emotivamente, sotto il bombardamento dei media e dei social e nella più totale e umana irrazionalità, hanno fatto a cazzotti per accaparrarsi qualche chilo di farina e qualche pacco di pasta in più.

Cosa è successo?

Non è successo niente di strano. Siamo umani e siamo irrazionali, prevedibilmente irrazionali.
Premi Nobel e studiosi hanno dimostrato scientificamente cheè molto difficile in situazione di normalità prevedere il nostro comportamento futuro in situazione di stress e che è perfettamente inutile sperare di poter essere razionali.
Certo, è facile essere razionali e prendere decisioni ragionate quando si è fuori dal contesto, ma è praticamente impossibile esserlo quando si è coinvolti emotivamente.
È meglio (MOLTO MEGLIO) sapere di non poter essere razionali e tentare di trarre vantaggio da questo.

Come farlo?

Richard Thaler (Nobel per l’economia 2017) offre una soluzione con “LA SPINTA GENTILE” (un libro da leggere assolutamente) in cui spiega che:

Sapendo di non poter essere razionali, o comunque che la maggior parte delle decisioni vengono prese in modo istintivo, possiamo preparare l’ambiente nel quale dovremo prendere le decisioni in modo che questo ci “spinga gentilmente” a prendere in modo istintivo (irrazionale) le decisioni più vantaggiose per noi.

Cosa c’entra tutto questo con gli investimenti finanziari?

C’entra eccome!
Anzi, l’irrazionalità umana palesata in questi giorni durante la “corsa alle provviste” è esattamente lo stesso meccaniscmo che scatta nella testa degli investitori nel momento in cui decidono di investire e quando decidono di disinvestire.

Infatti, come la risposta alla prima domanda sul Coronavirus, gli investitori sanno che storicamente i mercati salgono e scendono, che nel lungo termine tendono sempre a salire (lo dimostrano i massimi storici di alcuni indici in questo momento) e che razionalmente è meglio investire quando i prezzi sono scesi per poi vendere quando sono risaliti.
In realtà quello che succede è la “corsa ai supermercati”, cioè che gli investitori sono più propensi ad investire dopo che i mercati sono saliti per poi farsi prendere dal panico quando scendono e correre a vendere (di solito in perdita).

E quindi?

Possiamo sforzarci di essere razionali, ma siamo sempre esseri umani che agiscono sulla base delle emozioni.

La soluzione è essere consapevoli della nostra irrazionalità.
Occorre preparare un piano d’azione che ci dica esattamente le mosse da compiere quando ci troveremo sotto stress (in perdita) o in euforia (per aumento di valore dei mercati) e non saremo in grado di prendere decisioni proficue.

QUINDI, sia quando stiamo perdendo soldi sia quando siamo in “estasi da periodi di rialzo”, dobbiamo aver costruito un piano di investimento che ci spinga a prendere decisioni automatiche (che siano a nostro vantaggio) quando i mercati vanno giù, ma soprattutto quando vanno su (per molto più tempo) per portare a casa i risultati.

Franco Bulgarini – Presidente 9dots